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Borgo sud
Donatella Di Pietrantonio

Sono sempre un po’ reticente verso i libri che arrivano in finale ai premi letterari. Spesso sono in disaccordo con le opinioni della giuria e mi ritrovo a fare commenti poco carini sugli intellettuali radical chic dai gusti troppo raffinati. Un po’ come quelli che frequentano esclusivamente i cinema d’essai, le cui proiezioni sono di frequente delle ottime soluzioni per chi ha problemi di insonnia.

Ergo, sono prevenuta e lo confesso senza troppi problemi. Eppure questo libro (e non solo!) mi è piaciuto davvero molto. Conoscevo la sua autrice, ne avevo adorato “L’Arminuta”, opera appassionante, osannata da critica e pubblico.

Borgo Sud ne rappresenta il sequel.  È la storia di due sorelle e delle loro origini, un bagaglio molto pesante, destinato a condizionare le loro esistenze. La protagonista sembra essersi affrancata da una famiglia e da un borgo castranti fin dall’infanzia. Vive in Francia e vi lavora come docente universitaria. La sua quotidianità appare tranquilla ma i suoi silenzi nascondono un passato che finirà per venire a galla in maniera prepotente. Adriana, sua sorella, è diretta, spudorata nel linguaggio, quasi sguaiata nella manifestazione dei suoi sentimenti. Una donna del popolo, che sta nella gente e con la gente. Due anime diverse, Yin e Yang, energia positiva e negativa, ma provenienti da un solo universo. Luci destinate ad incontrarsi, con esiti devastanti.

Borgo Sud è l’espressione di due modi di vivere l’amore, uno impetuoso, irragionevole, l’altro carico di parole non dette, di segreti inconfessabili. Due donne che suscitano emozioni diverse e contrastanti, ma vere, profonde.

Scritto benissimo, con uno stile a tratti spigoloso ed estremamente crudo, Borgo Sud rivolge lo sguardo al nostro paese e ad una regione, l’Abruzzo, dalle variopinte sfaccettature. Non solo città brulicanti di vita e fervore, ma anche territori orfani della modernità, dove grettezza e morbosità resistono come l’erba gramigna. Tanti vi ritroveranno traccia della loro storia e del desiderio di prendere le distanze da un passato e da un ambiente incolore e asfittico.

Citazione:

Non immaginavo la rivoluzione che stava per cominciare, se l’avessi prevista li avrei forse lasciati fuori. Adriana si credeva un angelo con la spada, ma era un angelo sbadato e feriva anche per sbaglio. Se non fosse arrivata, chissà, tutto il resto non sarebbe accaduto. (Pag. 9).

NOTE BIOGRAFICHE

Scrittrice pluripremiata, candidata al Premio Strega nel 2021 con il commovente Borgo Sud che la porta dritta sul podio, al terzo posto.

Dentista odontoiatra, nasce ad Arsita, un piccolo comune nella provincia di Teramo. Proprio la sua Regione, l’Abruzzo, è al centro della sua narrazione. “Mia madre è un fiume” (2011) e “Bella mia” (2013), i suoi primi romanzi, offrono uno sguardo intenso sulla terra di origine. In particolare, il secondo, in cui è forte il tema della morte e della elaborazione del lutto. Una reale, intima testimonianza del dolore lacerante vissuto anni prima per il terremoto dell’Aquila. 

La consacrazione arriva nel 2019, con L’Arminuta (termine dialettale abruzzese che significa “la ritornata”), che scava nel rapporto morboso, a tratti patologico, tra madre e figlio. L’opera si aggiudica il Premio Campiello e il Premio Napoli. Ne viene tratto uno spettacolo teatrale, prodotto dal Teatro Stabile di Abruzzo. 

Nel 2021 ne esce il seguito, Borgo Sud, che da subito riscuote un ottimo successo, oltre al consenso della critica.

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