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Il ballo delle pazze
Victoria Mas

Parigi, 1885 

Eugénie è una giovane aristocratica, figlia della Parigi “bene”.  In famiglia, è il padre che parla per primo e solo dopo aver terminato, agli altri è consentito prendere parola. Curiosa, si interessa alle vicende cittadine e alle sorti di Victor Hugo, esprime liberamente le proprie opinioni e per questo viene tacciata di manifesta insolenza. 

“Quando parli di gioventù cosa pensi intenda ragazzi e ragazze, vero, papà?” “Te l’ho già detto, il posto delle donne non è in pubblico” “È triste immaginare una Parigi fatta soltanto di uomini” (Pag. 20)

 È una donna aperta, dalle idee rivoluzionarie per l’epoca. Non desidera una vita come quella della madre, sottomessa ai voleri del marito, senza alcuna passione ed ambizione propria. Ha deciso che non vuole in alcun modo sposarsi.  Nasconde un segreto, che finirà per essere la sua condanna: riesce a vedere le persone defunte e a parlare con loro. Questa peculiarità, svelata alla nonna amata, la porterà dritta alla Salpêtrière.

Ospedale in apparenza, manicomio nei fatti. Anche se lontano dalle catene imposte alle pazienti nel Seicento, queste ultime, definite comunemente isteriche, sono curate con l’ipnosi dal Dott. Charcot. Isolate dal mondo e sottoposte ad esperimenti e imbarazzanti ed impietose sedute pubbliche (“Le lezioni pubbliche del venerdì rubavano la scena ai teatri del boulevard, le internate erano le nuove vedettes di Parigi, i nomi di Augustine e di Vlanche Witmann venivano citati con curiosità talvolta beffarda e talvolta lasciva. Cit. pag. 77) le alienate sono rifiuti della società. Non solo pazze, quindi, ma ribelli, anticonformiste. Tutto ciò che rappresenta fonte di imbarazzo, per i familiari e la gente, finisce tra quelle eterne mura. Eterne, sì, perché si entra e quasi sempre non se ne esce.

In questo luogo tormentato, l’esistenza della ribelle Eugénie si incrocia con quello della piccola Louise, vittima di un atroce vissuto tra le quattro mura domestiche, la decana Thérèse, saggia guida per tutte, la rigida ed ombrosa capoinfermiera Génèvieve, che si rivelerà una preziosissima alleata.

Dopo un’attesa fremente, eccitata, che coinvolge ospiti e parigini “perbene”, si giunge all’evento dell’anno, il ballo di mezza quaresima. “Vanno avanti tra due ali di invitati. La gente cerca un difetto, una tara, nota un braccio paralizzato sul petto o palpebre che si abbassano con troppa frequenza, ma nel complesso le alienate offrono un sorprendente spettacolo di grazia…Poco a poco mormorii e risate riprendono, la gente si spinge per vedere più da vicino quegli animali esotici, perché è come essere in una gabbia del giardino zoologico, in contatto diretto con le bestie strane” Pag. 165). 

Ed è qui ed ora che, tra la ricerca di uno sguardo, di un complimento, una promessa, si compie il destino della indomita Eugénie.

Affascinante opera prima, Il ballo delle pazze è un crudo spaccato della realtà ottocentesca, dominata dagli uomini ed intrisa di ipocrisia e finto perbenismo. Un inno alla libertà e al coraggio di combattere il sistema.

Un libro al femminile, dal buon ritmo e dallo stile semplice ma accattivante. Una interessante ouverture nel mondo dell’editoria.

Cuore del libro

 “Nessuna donna è mai del tutto certa che le sue parole, la sua individualità e le sue aspirazioni non la condurranno tra le temute quattro mura del XIII° arrondissement. Allora ci stanno attente. Anche Eugénie, per quanto audace, sa di non poter varcare certi limiti, tanto più in un salotto pieno di uomini influenti”. (Pag. 29).

Note sull’autrice

Figlia della cantante e attrice franco-americana Jeanne Mas, nasce nel 1988 a Chesnay. Pochi anni dopo, nel 1992, viene alla luce suo fratello Christopher. Trascorre la sua infanzia e parte dell’adolescenza nel Sud della Francia, lontano dal clamore mediatico legato alla carriera della madre. Nel 2005 si trasferiscono in California, dove completa i suoi studi, specializzandosi in cinema e letteratura anglo-americana. Inizia a lavorare nel mondo della cinematografia, come assistente di produzione e sceneggiatrice. Nel 2014 pubblica il suo primo libro, una guida alla cucina francese, destinato ai turisti americani desiderosi di conoscere in maniera più approfondita le tradizioni gastronomiche d’Oltralpe. Il testo riscuote un discreto successo negli USA. Poco dopo rientra in Francia per terminare i suoi studi letterari alla Sorbona. Nel 2019 pubblica con l’editore Albin Michel il suo primo romanzo, Il ballo delle pazze, che riscuote un enorme successo in patria, aggiudicandosi diversi riconoscimenti, tra cui le prix Stanislas e le prix Première Plume.

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